Il potenziale delle novità Cloud: una ricerca di IBM

 In Big Data

Il Cloud non è una tecnologia già abbastanza innovativa? Eppure, secondo IBM, siamo pronti per fare un passo avanti! Una ricerca della Virginia Tech, finanziata dal colosso informatico e dalla National Science Foundation, ha scoperto nuovi modi per migliorare l’efficienza delle infrastrutture informatiche. Vediamo di cosa si tratta!

 

Addio, macchine virtuali

La soluzione per migliorare l’efficienza delle infrastrutture è l’implementazione dei containers, dei frameworks cloud-based in grado di far funzionare i servizi che richiamano i dati dall’etere. I containers non sono appesantiti da una moltitudine di software come accade alle macchine virtuali: condividendo il nucleo del sistema operativo sottostante, sono in grado di schierare una vasta gamma di programmi senza diminuzioni di performance!

Secondo Ali Anwar, principale autore dello studio, “… la nostra ricerca indica che il modo in cui [i containers, ndr.] funzionano nel cloud è fondamentale per sviluppare e distribuire sistemi futuri che massimizzino l’efficienza”. Anche se questo è il primo studio sull’argomento, i suoi risultati preannunciano importanti novità nel mondo del Cloud!

 

Un’enorme quantità di dati a disposizione

La partnership con IBM ha dato ai ricercatori la possibilità di accedere a un’enorme quantità di dati! È stato esaminato Docker, il principale management tool utilizzato per i containers. Questo strumento provvede un servizio di registro che fa da magazzino per componenti software incentrate su funzionalità specifiche, chiamate immagini. Quando un utente vuole pubblicare le sue immagini, il registro le rende disponibili a tutti. In questo modo è possibile fornire moltissimi microservizi senza diminuzioni nelle prestazioni!

La ricerca ha esaminato per 75 giorni i dati provenienti da 5 data center intorno al globo. I dati analizzati provenivano da aziende di qualunque dimensione, comprese grandi istituzioni governative. I numeri? 38 milioni di richieste e 181,3 TB di tracce, i log che documentano l’esecuzione di un programma.

 

Alcune scoperte importanti

Il team ha scoperto che il caching e il prefetching delle informazioni nei containers diminuiscono sensibilmente la latenza. Secondo Ali Butt, coautore della ricerca, il prefetching dei dati ancora prima che siano richiesti dall’utente garantisce una maggior velocità di esecuzione delle applicazioni.

I problemi nelle performance dei containers si riscontrano con l’accumularsi delle immagini immagazzinate e delle richieste degli utenti. Lo studio della Virginia Tech ha evidenziato come registri più recenti mostrassero carichi molto inferiori a registri attivi da più tempo.

 

Gli sviluppi futuri

La ricerca effettuata ha mostrato interessanti margini di miglioramento per i containers. La loro trasparenza permette ai provider di servizi Cloud di ricavare informazioni sulla sicurezza e le performance delle applicazioni; in questo modo sarà possibile sviluppare nuovi servizi su misura per l’utente!

Inoltre tutti i dati e lo strumento creato per la loro analisi sono stati resi pubblici e messi a disposizione della comunità informatica. La quantità di informazioni raccolte sarà sicuramente utile per nuovi studi volti a migliorare ancora di più l’efficienza dei containers!

 

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